martedì 20 luglio 2010

18 luglio 2010 - Il caffé dei gatti

Domenica mattina non riuscivo ad alzarmi, ovviamente. Manco a dirlo, dopo aver fatto le 5 la notte prima, non è che son più il ghepardo di una volta...
Mi sono fatto un pranzo a dir poco luculliano. Un etto abbondante di pasta al tonno (che a me piace sempre), due etti di filetto di petto di pollo, una banana e uno yogurt. Praticamente è come aver mangiato le lasagne fatte in casa, quei pasti domenicali caduti in disuso con la cucina pronta Knorr ("ma oggi, non è domenica!", ve la ricordate?).
Poi sempre con calma mi sono dedicato un po' alla casa, metti un po' in ordine qui e là, fai prendere aria ai vestiti e via dicendo.
Alle 17 dovevo vedermi a Shibuya con M.; lei è una ragazza che studia Italiano che mi ha contattato tramite Facebook. Era un po' che mi chiedeva di vederci ma ho sempre avuto un po' da fare. Siccome però c'era un posto dove ci tenevo ad andare ho pensato di accontentarla.
Siamo andati... al Neko Café!!!
(cliccare sulle immagini per ingrandirle)
Che cos'è il Neko Café?
E' un normalissimo bar minuscolo, giusto grande quanto una stanza, dove l'attrazione sono i gatti.



Costa circa 500 yen per mezz'ora, più altri 500 yen per un soft drink.






Le regole da seguire sono ferree, e fin dall'ingresso si è costretti a leggere le "istruzioni per l'uso", come giocare con i gatti, come trattarli, come non infastidirli.



Bisogna sterilizzarsi le mani all'ingresso, sacrosanta zooprofilassi.






M. ha portato la sua Canon EOS Kiss X4, ovvero la 55oD in Italia; io ho qui con me, in prospettiva di futuro acquisto, il 50 mm fisso della Canon (F1.8) e non ho perso occasione di scattare foto ai gatti!







Sì, certo, pensare ai gatti sempre chiusi in quella stanza da molto a cui riflettere. Sono felici così? O sono solo sfruttati? La cura e l'affetto che ricevono vale la loro libertà? E' come essere allo zoo...



Dopo un'ora là dentro (ma sarei stato lì tutto il giorno!) siamo andati a fare due passi. Shibuya, poi Omotesando e Harajuku. E da Harajuku al parco di Yoyogi. Non c'è più l'acqua a Yoyogi!!! L'hanno tolta tutta per pulire la vasca. E le tartarughe? Dove saranno le tartarughe? Mi sento un po' il giovane Holden che si preoccupa per le anatre...
Dovevo anche vedere il mio ex collega giapponese K., anche lui ci teneva a vedermi. Solo che non era libero, allora sono andato a trovarlo sul suo posto di lavoro attuale: una bruschetteria nemmeno troppo lontano da dove vivo. Così mi sono mangiato anche una bruschetta, ora che non posso più bere l'aperitivo con gli amici la domenica sera ho cercato di mantenere la tradizione!
E' un posticino tranquillo, penso che ci tornerò volentieri. Poi da Italiano amico di amici ecc. si finisce sempre per avere i trattamenti speciali.
K. ha per collega un Italiano, uno dei tanti che ha girato il mondo con la valigia di cartone. Partendo dall'Abruzzo nel suo caso. Certi personaggi sono così pittoreschi e hanno visto così tante cose che andrebbero dipinti in un libro... Ora è qui, domani non si sa.
Poi c'era uno chef che ha vissuto un anno circa in Italia. E mi ha bellamente gabbato con uno scherzo. Mi passa un bicchierino e mi dice: "Assaggia questa birra". Faccio per bere... Non scende! E tutti ridono... Era una gelatina dello stesso colore con sopra della panna montata ad arte per farla sembrare schiuma. Solo facendo caso che non c'erano bollicine che si muovevano la si poteva distinguere ad occhio dalla bevanda originale!
Alle 10 circa lascio K. al suo lavoro e torno a casa. L'indomani si lavora!

1 commento:

  1. ah ah ah, che scherzo (letto come ozrehcs ehc, ha ha ha fatto andare al contrario)

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