mercoledì 7 luglio 2010

7 luglio 2010 - Finanza creativa...

Oggi avevo appuntamento con l'avvocato M.
Cose da sistemare, giungere finalmente in possesso dei soldi, pratiche varie... La routine con cui mio malgrado mi sto relazionando quotidianamente. E che avevo messo in cantiere molto più marginalmente, ma ormai siamo qui e balliamo.
Puntuale vedo M.; stavolta fila tutto liscio. Possibile? Macchè.
Anzitutto l'ufficio: non tollera che quando tutto sarà pronto e io presenterò i documenti per il visto mi trovi in Camera di Commercio. Né nell'open space ma nemmeno dove sono ora. Non gli sta bene, la ditta giapponese deve avere un suo ufficio. Pare inamovibile, ne prendo atto e comunicherò a chi di dovere.
Poi siparietto. Per ritirare il denaro ci sarà da scrivere in giapponese un documento. "Te la senti?" No, chiaro, se si può evitare meglio! Scrivere A MANO in giapponese, beh... Ci pensa lui. Fa una telefonata alla filiale dove ha aperto il conto della ditta e organizza per le 14 affinchè io abbia un assistente di lingua inglese. Ha disposto già tutto lui, già detto per il bonifico all'agenzia immobiliare.
Ringrazio e vado.

Torno un attimo in ufficio e riparto verso la banca, mangio un panino al Mac (il mio solito teriyaki burger).
Prima chiamo Toru-san per avere gli estremi per il bonifico a questo punto, giusto per essere sicuri. Mi comunica che sono scritti su un foglio in mio possesso, controllo ed è vero. Ci salutiamo all'indomani.
Dopo cinque minuti mi richiama, voce triste. In verità non ci saremmo visti domani, è stato licenziato.
Allora ditelo che sono io che porto le sciagure!

Arrivo in banca. Panico. Oddio c'è un gaijin. E chi gli parla ora? Ma proprio oggi che c'è il controllo qualità in corso... Levo l'impiegata che mi accoglie dall'imbarazzo e le parlo in giapponese. Le spiego che ho appuntamento con Takashima. Mi fa sedere.
Dopo 5 minuti vengo condotto ad uno sportello apposito dove parlo con tale signorina Taguchi. Giovane e carina, tra l'altro. Comincia a rivolgersi a me in inglese, io le rispondo in giapponese e da lì la conversazione non è più tornata nella lingua di Shakespeare. Compilo tutti i moduli in giapponese senza tanti problemi. Tutto qui? La prossima volta che devo firmare qualcosa chiamate l'esercito, non so... Devo solo riscrivere tutto una sola volta, causa misunderstanding su quale simbolo dello yen scrivere: io lo scrivo in giapponese, lei voleva quello internazionale.
Bonifico effettuato, la casa è salva. Sospiro di sollievo.
Chiedo un paio di cose riguardo la carta di credito: niente, ci vuole l'alien registration card, ergo il visto. Quindi ogni volta che avrò bisogno di soldi dovrò presentarmi a questo sportello con libretto e timbro, ora in mio possesso. E che se qualcuno mi rubasse potrebbe usare senza problemi. Grande Giappone... Sudo freddo al solo pensiero.

Torno in ufficio. Mi arriva una telefonata dall'Italia. E' il capo. Uno dei capi, non mi sembra carino dire quale. "Non dirmi che hai già fatto..."
Troppo tardi. Stavolta l'ho fatta grossa.
Allora, come funziona il tutto. Credo almeno, non essendo il mio ambito (ma qual è il mio ambito qui?) non so se ho capito tutto giusto.
Io ero disoccupato, tornato dal Giappone. Zero soldi. Poi ho fatto un periodo di apprendistato. Zero soldi. Poi parto per il Giappone, mi vengono dati X soldi. X/3 soldi vengono spesi per l'hotel pagato fino a sabato 10. X/3 li ho versati come caparra per non perdere l'unica casa che potevo avere senza garante e spendere troppi soldi per un monthly apartment. Diciamo che X/6 li ho spesi per vivere e spostarmi in treno e X/6 li ho ancora in mano.
Che cosa sono questi X soldi? Un anticipo sul mio stipendio. Quale stipendio? Boh, un anticipo. Cosa vuol dire questo? Che non sono soldi della mia ditta Jappo, non sono spese sue ma mie private personali. Quindi tutto quel che faccio io ora è considerato personale, a mie spese.
E i soldi che ho tolto dal capitale sociale? Anche quelli dovevano essere un anticipo sullo stipendio. Ecco l'errore. Non farli passare da anticipo a me ma versarli direttamente.
Io capisco perfettamente la differenza tra il mio patrimonio personale e quello della ditta, non sono soldi miei. Ma quindi, se io non ho nemmeno iniziato a percepire stipendi ma li sto già spendendo per - badate bene - sopravvivere, non vivere, allora il mio guadagno in tutto questo dov'è?
Io domani andrò a prendere le chiavi dell'appartamento. E poi? Con X/6 non lo arredo di certo. E se ci riuscissi, non avrei di che mangiare. Quindi dovrò fare un altro anticipo sul mio stipendio e continuare così. Forse allo scadere dell'anno di contratto mi troverò qualcosa in tasca.
Per carità, la mia non è una critica, sono io che ragiono all'antica con lo stipendio a metà mese.

Niente, fatta la frittata sta a me rimediare. Come? Si vedrà.
Per ora mi sono fatto dare dall'assistente del dottor V. il contatto di chi mi seguirà fiscalmente. Un professionista che parla SOLO giapponese. E io devo fargli capire la logica di cui sopra. E devo fargli capire l'errore e chiedergli di trovare una soluzione, fargli capire che la ditta l'ha fatto a mio titolo. Boh, gli farò un disegno, a questo punto...
Ho fissato l'appuntamento per domani alle 16:30. Alle 13:00 vado a ritirare le chiavi e spero che il nuovo agente che mi seguirà sia altrettanto disponibile da chiamare per farmi allacciare gas, acqua e via dicendo.
Alle 17:30 altro appuntamento, sperando di fare in tempo. Vado ad informarmi per l'ufficio, almeno per sapere se ci sono in giro offerte, in modo da non restare spiazzato da un'eventuale nuova presa di posizione dell'avvocato M.; sarà molto difficile, ma magari scopro che al prezzo che ci fa la Camera trovo anche di meglio. E salvo capra e cavoli.

Ho realizzato nel tornare che da dove sono ora mi ci vuole un'ora giusta ad arrivare a casa. Devo cambiare tre linee di metro. Spendo non so quanti yen, 160 yen per tre a tratta come minimo perchè è il prezzo di almeno una fermata, anche se poi dipende dalla linea. Quindi un migliaio di yen al giorno. E due ore di vita quotidiane nella calca di chi non vuole aspettare il convoglio successivo. Ho voglia di spostarmi, di trovare regolarità, di avere un abbonamento del treno e sapere quando evitare l'ora di punta. Ma ci vorrà tempo.

Oggi era Tanabata, il 7 di luglio. Si celebra l'unione di Orihime e di Hikoboshi, due innamorati (due stelle) che solo in questo giorno dell'anno si incontrano nella Via Lattea.

Nessun commento:

Posta un commento