sabato 17 luglio 2010

15 luglio 2010 - Il miglior amico del cane

Che sarei io nella fattispecie.
La mattina esco di casa e mi trovo subito all'angolo della strada un carlino legato con il guinzaglio ad una transenna. Mi guardo intorno: nessuno. Oddio oddio, vuoi vedere che l'hanno abbandonato? Con il caldo e l'afa che c'è? Faccio due passi, non vedo nessuno. Ho il pensiero che mi attanaglia. E' mio dovere morale non lasciarlo lì. Ma sarà di qualcuno?
Non ce la faccio a fare finta di niente. Attraverso la strada e mi fermo al koban, ovvero uno stanzino dove sono sempre di pattuglia un paio di poliziotti più per aiutare la gente che altro. Cerco di spiegare all'agente la situazione ma non so manco come si dica guinzaglio. Lascio intendere, lui mi dice che se ne occuperà e mi metto l'animo in pace.
Ho fatto la mia buona azione. L'ho fatta davvero? Ci penso dopo: a parte che non ero assolutamente sicuro che il cane fosse abbandonato, anzi, se comunque finisse in canile verrebbe ucciso nella camera a gas perchè qui i cani "di seconda mano" non li adotta nessuno. Che crudeltà inutile, eh?

Lascio perdere questi brutti pensieri e vado a lavorare.
Tra mercoledì e giovedì ho parecchio da fare per recuperare tutti i costi per le stime che mi erano state chieste dalla casa madre. Vai di qui, vai di là, sempre in giro.
Così ho anche l'occasione di fermarmi a prendere una cintura marrone da abbinare al completo e una cravatta, dato che non mi ero portato né l'una né l'altra.
Con la cintura me la cavo subito, vado alla solita Uniqlo. Leather produced in Italy. Made in China. Va bene lo stesso, arriverà tra qualche mese il momento degli acquisti più impegnativi. Per ora seguiamo le necessità.
La cravatta è un bel parto. Vado all'Odakyu, ennesimo grande magazzino pieno di firme. Di quei posti dove non mettono nemmeno fuori i prezzi perchè i ricchi comprano senza problemi.
Beh, ci sono i saldi, in fondo. E poi ci sarà anche qualche marchio meno blasonato, no?
Sesto o settimo piano, reparto uomo.
Ah che belle le cravatte di Burberry! Mi scusi, costano tutte uguale? - improvviso io giusto per non chiedere direttamente il prezzo... No, ce ne sono di due tipi. Questa da 18'800 yen e questa da 15'500. Giusto quei 140-170 euro per un pezzo di stoffa, mi pare onesto. Con un sotterfugio mi dileguo.
No, no, non ci siamo, non è questo l'ordine di prezzo che ho in mente. Possibile che il Giappone sia tutto così? Per ogni migliaio di salarymen tutti vestiti al mercatino delle pulci c'è un presidente dalla compagnia che sperpera denaro come nulla fosse. Ok, certo che certe differenze esistono in tutto il mondo ma qui è estremizzato all'inverosimile. Sta venendo a mancare la classe media direi. E a Ginza tutto costerebbe probabilmente ancora di più. Non c'è assolutamente alcuna connessione con la realtà, è tutto marchio, tutta fuffa.
A me piace il ben vestire ma qui siamo fuori di testa.
Alla fine mi prendo una cravatta in saldo, made in Italy, o almeno così dice il cartello, a 5'000 e qualcosa yen. 45 euro, qui l'avrei presa alla metà.

Devo assolutamente calibrare le spese, voglio sapere quanto mi costa vivere senza esagerare ma senza nemmeno fare la fame.

La sera esco dalla metro a Shinjuku perchè ero passato da Shibuya a raccogliere informazioni sulle tariffe dei cellulari aziendali. Quindi ho un po' da camminare.
Proviamo questa strada nuova per andare verso casa. Bene o male mi tengo sulla sinistra i palazzi che conosco bene, so in che direzione sto andando.
Mi perdo via a guardare i negozi, a memorizzarli in modo da sapere dove trovare questo e quello. E proseguo. Mi viene fame e mi fermo in una bettola a mangiare udon e chissà cos'altro.
Riparto e vado dritto. Ma siamo sicuri che sia la strada giusta? Mah, sì, là più avanti girerò a sinistra e più o meno so dove sono.
Attira la mia curiosità un negozio di cani. Entro e sono sbigottito. Cagnolini cuccioli di tutte le razze, chiusi in gabbie di plexiglass di 50 centimetri per 50 con tanto di potenziali padroni idioti a guardarli e a dire "kawaii"... [= che carino!]
Ma scherziamo??? Dove sono le associazioni per i diritti degli animali? Questa è una tortura! Non oso immaginare cosa succede ad un cane se non viene venduto finchè è cucciolo.
E' abominevole. Ma è il Giappone, in fondo la cosa non mi stupisce e me ne vado disgustato.

Ritorno sulla strada di prima. Vado avanti.
Cartello: Nakano-ku. Oddio ho cambiato Comune! Mi sa che mi sono spinto un po' troppo in là...
Mi fermo a un koban e chiedo informazioni. Come prevedevo devo andare avanti a sinistra, sono esattamente sulla strada che porta a casa mia ora. Ma è bella lunga!
Beh, almeno ho visto cosa offrono le vicinanze.

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