Martedì non ricordo sia successo granchè. Sono andato in ufficio, conscio che quello potrebbe non essere già più il mio ufficio. Mattina e pomeriggio, fino alle 18. Volete che racconti cosa, come e dove mangio? Beh, quella è una parentesi divertente. Gironzolo finchè non trovo qualcosa che non attiri la mia attenzione. E di solito sono un po' sempre gli stessi posti: cucina italiana in primis.
Mi capita così di finire in locande non meglio identificate come quella di qualche post fa ("a tavola non si invecchia", ricordate?) o da Mario. Ci vediamo da Mario, prima o poi. Che poi far notare a Mario che si dice "vongole" e non "vongore", "primi piatti" e non "primi piati" mi sembra fine a sé stesso. Però è divertente, vengo trattato come se fossi uno che deve dare le stelle per la guida Michelin. Quel che mangio varia... Pizze di tutti colori e forme! "Come mai la margherita costa di più?". Silenzio imbarazzante. Soliti complimenti per il mio giapponese, soliti discorsi sull'Italia, solito viaggio a Roma-Firenze-Venezia-Milano. E' un copione già scritto, ma mi piace recitare la mia parte.
E' indescrivibile la sensazione di essere un cliente Italiano della trattoria "La Castagna" di Chidorichou. Dov'è Chidorichou? Non lo sanno nemmeno gli stessi abitanti. Chiedete a un giapponese ed è più probabile che vi trovi sulla mappa Canicattì. Figuriamoci quanti Italiani vede all'anno... Mi mette su le canzoni più belle che ha, mi fa sentire a casa. Rita Pavone? Continuano a loop grandi successi di molto prima che io nascessi. Forse nemmeno i miei genitori erano nati... Sì, quest'amore splendido... Mentre mangio delle tagliatelle al gorgonzola cheese. Non l'avrei mai detto dalla colorazione marrone della salsa.
Eppure amo tutto ciò. Se sono diventato "Giapponese", se ho imparato a conoscere la gente, a fare due chiacchiere con chiunque, è anche merito di tutto ciò.
Mi hanno invitato alla cena di gala della Camera di Commercio. Che c'entro io? Beh, da tutte le telefonate che fanno direi che altrimenti non hanno fondi abbastanza...
Vado volentieri, la comunità italiana edochiana lo impone silenziosamente. O con noi o contro di noi. Gli Italiani instaurano mafie ovunque.
Conosco già chi ci sarà, alla fine senti i nomi ed è sempre quella la gente che gira. Solo che anni fa li servivo al ristorante, ora parteciperò come loro. Anzi con loro, perchè come loro giammai. Mi guarderanno dall'alto in basso, giudicheranno le mie scarpe, solita prassi.
So chi non invitano e chi no, chi è del giro e chi no. Conosco i retroscena dell'ambasciata. Brutto ambiente...
Vabbè, male che vada mangerò per molto più di quel che pago (è dura, mi impegnerò) e faccio compagnia agli stagisti della Camera, poveretti.
Bene, tutto questo non c'entra nulla con il titolo dell'intervento.
Ieri camminavo per Roppongi in pausa pranzo e riflettevo sull'uso dello spazio a Tokyo. Inventarsi lo spazio dove lo spazio non c'è. Così capita di vedere tutto sviluppato in altezza, da sottoterra a centinaia di metri d'altitudine.
Guardate la viabilità di Roppongi:
Non è che piace così, è che così è l'unica maniera razionale. L'unica maniera di estrarre ordine dal caos, chiaramente improponibile nelle nostre città storiche. Solo una megalopoli senza identità, cresciuta a dismisura dopo essere stata rasa al suolo nel dopoguerra, può permetterselo.
E a fianco di questo caos logico compare lo sfarzo artificiale, il mondo degli executives, camere al cinquantesimo piano che costano per una notte il PIL del Bangladesh. Il primissimo mondo.
Una finta piazza dedicata a Von Karajan, giusto per impreziosire il Suntory Hall dove si tengono esclusivi concerti di musica classica. La Suntory è quella delle bevande, del whisky reso celebre da "Lost in translation", per chi l'ha visto... "E' tempo di Suntory".
Ogni tipo di ristorante, spa, negozio... c'è di tutto qui dentro. Ma è tutto... Finto, ricreato.
Se vi siete mai chiesti come fanno certi palazzi ad essere così illuminati anche di notte, beh, guardate quel gruppo di fari in basso... Probabilmente è più voluminoso del mio futuro appartamento.
Non a caso Tokyo è la città più luminosa al mondo, vista dallo spazio.
Qual è il prezzo di tutto ciò? Non vedere più di notte le stelle.
Le cose le apprezzi solo quando non le hai più. Ecco perchè penso che non resterò tutta la mia futura vita a Tokyo, so quant'è bella l'Italia. Sperando di trovarla ancora come, se non meglio, l'ho lasciata.
Mi ricordo quando vedevo le sopraelevate nei cartoni animati e mi dicevo "che storia, fa molto fantascienza!"... poi ho scoperto che Tokyo è veramente così... Botta, mazzata... Mi chiedevo se da Mario facessero pure la pizza Prociutto e Fungi ^__^
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