Il cielo sopra il Giappone non è così clemente come altrove. Una spessa coltre bianca, un tappeto di nuvole, mi impedisce la visuale.
Ho poco tempo per i ricordi, devo fare il check in al ryokan e il pomeriggio già incontrarmi con un agente immobiliare.
Le procedure vanno tutte di nuovo insolitamente bene. Questa fortuna non è da me.
Mi rilasciano un visto trimestrale, turistico, e vado a ritirare il valigione da 20 chili. Quando mai l'ho scelto bianco... Lo trovo tutto annerito e sporco per gli urti ricevuti!
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Le procedure vanno tutte di nuovo insolitamente bene. Questa fortuna non è da me.
Mi rilasciano un visto trimestrale, turistico, e vado a ritirare il valigione da 20 chili. Quando mai l'ho scelto bianco... Lo trovo tutto annerito e sporco per gli urti ricevuti!
Il ryokan è un po' fuori mano, tocca cambiare diverse linee metropolitane per arrivare. Ma è accogliente, ha addirittura il suo rotenburo. Il rotenburo altro non è che una vasca comune d'acqua calda all'aria aperta (mentre se è al chiuso si chiama ofuro); immergersi in una vasca d'acqua e fare il bagno con degli sconosciuti? Che schifo!, starete pensando. Non è così: prima è obbligatorio lavarsi, seduti, nell'apposita area, poi ci si immerge nell'ofuro o nel rotenburo quando si è puliti e sciacquati. E' acqua solitamente termale (non in questo caso), molto ma molto calda, al punto da essere quasi insopportabile; lo scopo è quello di rilassarsi al proprio interno, lasciare nell'acqua la stanchezza e dimenticarsi dell'afa. Ce ne sono alcuni, dislocati in zone vulcaniche, incredibilmente pittoreschi: si rimane in ammollo in queste grandi vasche mentre tutt'intorno il paesaggio è innevato.
La mia camera è la tipica washitsu, la stanza in stile giapponese. Si contrappone allo stile occidentale oltre che per le ovvie differenze architettoniche soprattutto per il fatto di non avere un letto come siamo abituati a considerarlo noi, ma un futon appoggiato per terra.
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La mia camera è la tipica washitsu, la stanza in stile giapponese. Si contrappone allo stile occidentale oltre che per le ovvie differenze architettoniche soprattutto per il fatto di non avere un letto come siamo abituati a considerarlo noi, ma un futon appoggiato per terra.
Qui vedete il mio, con il cuscino sulla sinistra e la coperta piegata per far vedere il materassino sottostante. Sopra, piegato, c'è uno yukata, il kimono estivo con cui si passeggia di solito tra un ofuro e l'altro... No, non vi faccio vedere come mi sta!
"Dev'essere bello scomodo, questo futon!", penserete voi. "Bravi 'sti Giapponesi, devono essere proprio scemi per dormire in terra!". C'è il trucco, e si chiama tatami. Il tatami è quel modulo di paglia che vedete comporre il pavimento; è morbidissimo e rende piacevole dormire nel futon.
Il "vetro" che vedete nella finestra altro non è che carta, sempre secondo la tradizione.
La postazione da cui sto scrivendo ora è questa:
"Dev'essere bello scomodo, questo futon!", penserete voi. "Bravi 'sti Giapponesi, devono essere proprio scemi per dormire in terra!". C'è il trucco, e si chiama tatami. Il tatami è quel modulo di paglia che vedete comporre il pavimento; è morbidissimo e rende piacevole dormire nel futon.
Il "vetro" che vedete nella finestra altro non è che carta, sempre secondo la tradizione.
La postazione da cui sto scrivendo ora è questa:
Vista così potrebbe sembrare che io sia qui a spassarmela, in vacanza, ma non è decisamente così. In cinque giorni circa non ho ancora visto un amico che è uno, non sono mai uscito a svagarmi. So bene quali sono le mie priorità, devo riuscire a sistemarmi ed andare "a regime" il prima possibile.
Quindi lascio lì i bagagli e senza nemmeno pranzare corro all'incontro con l'agente immobiliare.
Toru-san lavora per un'agenzia molto celebre tra i gaijin (gli stranieri) perchè pubblicizzata sul web anche in inglese.
Rimaniamo a parlare qualche ora. Spiego che sono in attesa del visto, della creazione della compagnia eccetera eccetera. Valutiamo insieme un po' di offerte ma capisco che è reticente causa l'assenza di un garante: non ho nessuno che garantisca per me, la società come persona giuridica non viene accettata. Rimaniamo d'accordo che avrei chiesto a qualche amico se se la sentisse, poi sabato tutto il giorno avremmo visitato appartamenti entro il budget e in zone compatibili ai miei centri d'interesse (l'ufficio). Lui spinge per rifilarmi un 25 metri quadrati per cui non servirebbe avere garanti, ma so che posso aspirare a qualcosa di più.
Torno a casa e comincio a comunicare con l'Italia: Skype, e-mail, lavoro, famiglia, amici. Cerco di trovare il tempo per tutto.
Ma è già ora di dormire.
Quindi lascio lì i bagagli e senza nemmeno pranzare corro all'incontro con l'agente immobiliare.
Toru-san lavora per un'agenzia molto celebre tra i gaijin (gli stranieri) perchè pubblicizzata sul web anche in inglese.
Rimaniamo a parlare qualche ora. Spiego che sono in attesa del visto, della creazione della compagnia eccetera eccetera. Valutiamo insieme un po' di offerte ma capisco che è reticente causa l'assenza di un garante: non ho nessuno che garantisca per me, la società come persona giuridica non viene accettata. Rimaniamo d'accordo che avrei chiesto a qualche amico se se la sentisse, poi sabato tutto il giorno avremmo visitato appartamenti entro il budget e in zone compatibili ai miei centri d'interesse (l'ufficio). Lui spinge per rifilarmi un 25 metri quadrati per cui non servirebbe avere garanti, ma so che posso aspirare a qualcosa di più.
Torno a casa e comincio a comunicare con l'Italia: Skype, e-mail, lavoro, famiglia, amici. Cerco di trovare il tempo per tutto.
Ma è già ora di dormire.
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