Tutta la procedura che mi ha portato a Tokyo è stata seguita da un celebre avvocato di uno studio milanese che lavora qui. Un bel personaggio che ho avuto modo di incontrare, in quell'occasione ho scoperto che abbiamo tante amicizie comuni.
Da lui e dalla dirigenza ho ottenuto il via libera a partire. Sembrava che tutti i preparativi fossero ormai in dirittura d'arrivo perciò non aveva senso aspettare ulteriormente.
L'avvocato però si trova in Italia fino a fine agosto, periodo per il quale tra l'altro mi ha dato disponibilità all'uso del suo ufficio.
Venerdì mattina avevo appuntamento con un suo stimato collaboratore, l'avvocato M. di uno studio di quelli da telefilm, per intenderci, di quelli che per entrare devi passare un sistema di sicurezza tipo post-11 settembre.
Prende in mano le mie carte. Si vede che è stato istruito a dovere, ma è comunque impreparato.
Legge cosa serve qui, cosa serve là, cosa c'è da fare... Nota che potrei avere problemi presentando la domanda come se stessi in open office, cosa che farò, ma la questione non si pone perchè inizialmente avrò lo studio dell'avvocato italiano. Resta dubbioso. Prosegue a leggere.
Per ottenere il visto richiesto dalla mia posizione in azienda (ovvero di business manager/investor) servono tre anni di esperienza come manager. Li ho? Certo che non li ho, che domande! Ma questo si sapeva prima di mettere in piedi il tutto, non è che ho mentito a riguardo. Niente, inamovibile. Ride. Lo fa ridere la mia situazione. Dice che dobbiamo riconsiderare tutto, rifare la struttura della società, chiedere per me un visto come "employee". Tempo richiesto: "a few months", a suo dire.
Lì credo di essere stato in stato di morte apparente per qualche secondo. E adesso che faccio io qui???
Lui ride. Mi dice di lasciar perdere la ricerca di una casa e di darmi ai costosi e piccoli "monthly apartment" perchè non posso ambire ad altro. E ride.
Dove li prendo i soldi per un monthly apartment???
Ci congediamo che dovevo essere sotto shock.
Arrivo a casa e mi metto subito a mandare e-mail a destra e a manca, sapendo che tanto causa fuso orario non avrei ricevuto risposte immediate.
Ci congediamo che dovevo essere sotto shock.
Arrivo a casa e mi metto subito a mandare e-mail a destra e a manca, sapendo che tanto causa fuso orario non avrei ricevuto risposte immediate.
Ricordate quando nei post precedenti ho detto che mi pareva strano andasse tutto liscio? Ecco, perchè è questa la storia della mia vita. Io posso considerarmi fortunatissimo per tutto quel che ho, ma non mi è MAI capitato di trovarmi la strada spianata per nulla.
Invece mi arriva una mail sempre dall'avvocato giapponese: "ah, no, mi sono sbagliato". Ha chiesto ad un collega e nel caso di capitale sociale sufficiente il requisito dei tre anni di esperienza viene meno.
Poverino, si è sbagliato.
E starà ancora ridendo, probabilmente.
Ricevo anche le conferme dall'avvocato italiano, si procede come convenuto. Ma la strada per il visto è ancora tutta da percorrere, non è stato fatto ancora nulla, devo procurare i documenti (che ho portato con me) preparare altro materiale. E poi si vedrà, dato che l'accettazione non è mai automatica.
La sera mi consolo nel vedere che almeno dal punto di vista informatico le cose vanno come dovrebbero. Riesco a collegarmi in accesso remoto a un desktop della "casa madre", una parte del mio lavoro potrà svolgersi senza ulteriori intoppi.
Bene, per il visto allora la strada è ancora lunga. Ci vorranno almeno 3 settimane dalla presentazione della domanda. Sarò stato ingenuo io ma credevo che qualcosa in proposito fosse già stato iniziato.
Stop quindi alla ricerca di una casa "normale", rischio di non avere i requisiti.
E adesso che faccio?
Ricevo anche le conferme dall'avvocato italiano, si procede come convenuto. Ma la strada per il visto è ancora tutta da percorrere, non è stato fatto ancora nulla, devo procurare i documenti (che ho portato con me) preparare altro materiale. E poi si vedrà, dato che l'accettazione non è mai automatica.
La sera mi consolo nel vedere che almeno dal punto di vista informatico le cose vanno come dovrebbero. Riesco a collegarmi in accesso remoto a un desktop della "casa madre", una parte del mio lavoro potrà svolgersi senza ulteriori intoppi.
Bene, per il visto allora la strada è ancora lunga. Ci vorranno almeno 3 settimane dalla presentazione della domanda. Sarò stato ingenuo io ma credevo che qualcosa in proposito fosse già stato iniziato.
Stop quindi alla ricerca di una casa "normale", rischio di non avere i requisiti.
E adesso che faccio?
Cerco di non pensarci e vado a mangiare in uno dei tanti ristorantini pseudo-italiani della zona.
Se vi chiedete che vita io faccia qui, è presto detto: se sono in giro mangio quel che capita, e dato che in giro ci sono sempre perchè al momento vivo in un ryokan, con tutte le mie cose ancora in valigia,
mangio quel che capita...
A volte può essere ramen (tagliolini in brodo), o qualcosa rimediato al convini store (dei mini-market aperti 24 h al giorno), se posso preferisco sempre la cucina che apprezzo da 29 anni. E finisco in queste bettole dove al posto della mozzarella sulla pizza ci trovo le uova...
Questa l'ho scelta tra tutte per la divertente scritta che c'è sulla vetrina, in Italiano: "a tavola non si invecchia"!
A volte può essere ramen (tagliolini in brodo), o qualcosa rimediato al convini store (dei mini-market aperti 24 h al giorno), se posso preferisco sempre la cucina che apprezzo da 29 anni. E finisco in queste bettole dove al posto della mozzarella sulla pizza ci trovo le uova...
Questa l'ho scelta tra tutte per la divertente scritta che c'è sulla vetrina, in Italiano: "a tavola non si invecchia"!
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