giovedì 29 luglio 2010

28 luglio 2010 - Happy hour

Oppresso dai mille pensieri di martedì vado al lavoro come sempre mercoledì, intenzionato a sbrigare il più velocemente possibile le gatte da pelare che attanagliano la mia permanenza.
E di fatto qualcosa si sblocca. Arriva una bozza di contratto dalla Camera, comincio a discuterne con l'avvocato, ma ci son cose che non vanno... Insomma, un pomeriggio a mediare. Ci sono vecchie ruggini in corso tra l'avvocato italiano e la dirigenza della Camera e io sono esattamente in mezzo al loro contendere. Una posizione che non auguro a nessuno.
Ci sono però anche le buone notizie: la mattina vengo invitato all'aperitivo della Camera, un mini-party molto più casual della cena cui avevo già partecipato. Piccolo particolare: l'aperitivo è alle 19, io dalle 18:30 avevo lezione di giapponese. Prometto perciò di partecipare ma con qualche piccola riserva, non sapendo se sarei potuto arrivare in tempo.

Alle 18 scatto e scappo a Shibuya. Mi aspetta una nuova insegnante, diversa dalla precedente, nell'aula 1303. Arrivo che spacco il minuto.
E' decisamente più giovane del millenium falcon di prima. Il che non è necessariamente un bene.
Dobbiamo leggere la seconda parte della presentazione della mia ditta; cosa che potrei fare benissimo a casa, non so perchè io stia pagando tutto ciò. Mah, spero di essere in mano a gente competente...
La mia insegnante ha una copia della presentazione con sé. E un foglio dove si è preparata tutte le parole che non conosce e che deve chiedermi. LEI a ME. E io pago...
Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo in piena notte.
Butto letteralmente via un'ora e mezza, se consideriamo il tempo che c'è voluto a me a far capire a lei cosa fosse una filettatura (neanche leggerlo sul dizionario è servito, e nemmeno il mio disegno bellissimo) e il tempo perso da lei che non sapeva cosa farmi fare. Però ho ottenuto che dalla prossima volta si faccia un po' di role play, simulo almeno una telefonata e vediamo se mi può essere utile. Finora non lo è stata.
Per inciso, non è che l'insegnante sia stupida. E' che in Giappone lo scoglio della lingua causa anche questi imprevisti: o sai l'ideogramma o non lo sai, non è che ci arrivi dal contesto. E siccome per il mio lavoro è prevista tutta una terminologia settoriale, o la conosci o non la capisci. Mi auguro miglior sorte quando contatterò i clienti. La precedente insegnante, essendo più anziana, probabilmente conosceva più ideogrammi, magari anche più desueti; i ragazzi giovani non sanno leggere nemmeno "ottone" in giapponese. Il che mi fa trasalire se penso alle impiegate al front office con cui avrò a che fare.

La sera corro all'aperitivo, arrivo a 8 e 40 circa. C'è già una calca di gente fuori dalla piadineria che mi fa capire che anche stasera non si mangia! Pago la mia quota di 1'000 yen e incredibilmente trovo ancora qualcosa sul buffet: mangio tre cucchiai di risotto e due sarciccie. Poi mettono fuori anche della frutta e del tiramisù ma non sfido così tanto la fortuna.
Mi bevo una birra per 500 yen.
Questa volta gli italiani sono tantissimi. Sarà perchè si paga poco e si mangia a sbafo?
Ritrovo anche nomi "importanti" della community italiana a Tokyo, gente che fa qualche comparsata in televisione. E poi chef e quant'altro.
Ma a me piace fare amicizia con i giapponesi e tramite un amico della Camera conosco B. (soprannome), un giapponese che ha vissuto a Firenze. E' un grande, davvero, molto simpatico; mi presenta un sacco di gente e mi invita a un mega-party sulla spiaggia di Kamakura, co-organizzato da lui, per ferragosto.
Bevo con lui anche un bicchiere di vino: è l'ultimo chiodo sulla bara. Resisto una mezz'oretta e poi corro ad imbustarmi sotto le coperte per il gran sonno!

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