martedì 10 agosto 2010

10 agosto 2010 - San Lorenzo

Ieri notte ho concluso la mia serata con qualcosa che non facevo da tanto tempo. Ho spento la luce, mi sono sdraiato sul letto, iPod nelle orecchie e mi sono rilassato, lontano dal rumore e dalle luci del computer.
La mattina mi alzo e il cielo non promette per niente bene. Difatti esco di casa e si mette a piovere. Esco dalla metro e piove. Entro in ufficio e dopo poco smette. Uhm...
Sebbene la gente sia in vacanza io sono ancora alle prese con contratti da firmare e girare, business plan, curriculum vari. Con un occhio particolare alla cassetta delle lettere: ogni ora faccio un salto al piano terra a controllare. E alle 11 passate trovo quel che avrebbe già dovuto essermi arrivato: il bollettino dallo studio di S. Bravo, S.! Fortuna che su di te ci posso contare! Prima che la banca chiuda prendo timbro, libretto e quant'altro e corro allo sportello; ora che so la via rapida in 10 minuti a piedi sono lì. Lascio in ufficio l'ombrello, sembra che ora il cielo regga.
Finalmente riesco a pagare questa benedetta tassa, me ne levo il pensiero.
Dato che ci sono provo anche a pagare la bolletta della corrente, solo che premurosamente l'impiegata mi fa notare che quella che stringo in pugno non è la bolletta ma una semplice notifica che entro cinque giorni avrei ricevuto la fattura vera e propria... Maledetto io che non mi metto mai a leggere bene le cose che arrivano.
Lungo la via del ritorno mi fermo a prendere un obento, un "lunch box" come direbbero gli inglesi. Praticamente una scatola partizionata con un po' di carne, un po' di riso, verdure eccetera. 850 kcal circa che vanno sempre bene in questo periodo: a vista sembrerebbe che io sia dimagrito ulteriormente. Secondo me no, dato che quanto a mangiare mangio, è solo una questione di vita sedentaria che mi atrofizza: ho bisogno di tornare in palestra per ridare sangue e ossigeno ai muscoli. Solo una bilancia potrà decretare la verità.
Ricomincia a piovere. Se due indizi non fanno una prova...

In ufficio oggi oltre ai giapponesi del G.I.R.O. c'è E., la giapponese che ha vissuto una decina d'anni in Italia e che ora lavora per un'azienda italiana. Avete presente quando Hidetoshi Nakata, il calciatore, rilasciava interviste? Ma sì, quando era asserragliato da giornalisti... Ecco, una giornalista era lei. Il suo lavoro era di seguire i giocatori giapponesi ovunque.

Mangio il mio bento in ufficio, non perdo tempo.

Nonostante l'avvocato M. sia in ferie mi arrivano lo stesso le sue e-mail. Che tesoro, pensa sempre a me...
C'è da andare a firmare dei documenti riguardo al mio salario, ora deciso per costituzione societaria e approvato dai soci. Va bene, va bene, vado...
Non essendoci lui ci sono la sua segretaria e la sua assistente, con cui comunico via e-mail. Vada per le quattro di oggi, orsù.
Solita via per Roppongi, solita trafila per accedere al 23esimo piano.
Che tipo sarà l'avvocato H., l'assistente? Sarà una collega vecchia e acida? O magari il M. si è fatto furbo e stipendia la sua concubina? Sì, tipo come fanno certi dentisti...
Sto così elucubrando quando si apre la porta della meeting room e l'avvocato H. entra. Non tardo a comunicarle il mio stupore... Ma... è... giovanissima!! Mi sa che è una neolaureata o qualcosa di simile, o sembra comunque davvero, davvero giovane. Non bella, per quello se ne riparlerà.
Mi sa che è alle prime armi, soprattutto con un gaijin. E' nel panico. E' ammirata dalla mia bellezza... Mi guarda con gli occhi dell'amore. Non che io sia bello ma in Giappone piaccio, o almeno a quanto mi dicono; soprattutto se una ragazza non ha molto a che fare con gli stranieri, tutti mediamente più belli del giapponese medio, rimane un attimo titubante. E nel caso dell'avvocato H. quest'imbarazzo è palese. Mah, sarà questo nuovo taglio alla Beckham...
E' una ragazza di provincia e si vede. Cerca di parlare in inglese ma non ci riesce, va nel panico nel dire "next week" (troppo difficile!) e da lì non le vengono più i numeri dei giorni della settimana. Voleva comunicarmi che sarebbe stata in ferie una settimana ma non ci riusciva, agenda in mano non sapeva leggere il numero. La metto a suo agio e proseguiamo la conversazione in giapponese.
Mentre metto tutti i miei bei timbrini rossi come all'asilo la faccio parlare un po', così si tranquillizza e non mi fa disastri. Mi dice che è di Shizuoka e tornerà lì nella settimana di vacanza. Conferma quindi che questa non è abituata a trattare con i gaijin.
Ha una cicatrice enorme sulla base del collo, tra bronchi e trachea. Non è il segno di un'operazione, è troppo brutta e sgraziata. Certo lei non fa nulla per nasconderla.
Ho idea che dallo studio ora riceverò ancora più e-mail... Ora gli innamorati sono due!
Infatti già stasera nel mio inbox trovo una mail di M. e una mail della H...

Stanotte è la notte di San Lorenzo.
Niente lacrime luminose per me, a meno di accontentarmi delle luci della città ed esprimere desideri su quelle... Troppo luminosa, troppo calda e troppo nuvolosa (oggi) Tokyo per poter vedere anche un piccolo astro, figuriamoci cadente.
Però mi ricordo benissimo dov'ero l'anno scorso a quest'ora.
Le mie sorelle erano partite per la Puglia con gli amici e io avevo preso una piccolissima vacanza con mia mamma, in montagna dove abbiamo la casa in affitto. Con Aiko a completare il terzetto. E la povera micia affidata alle cure di mio papà...
Ai tempi sapevo benissimo che sarei partito per Tokyo. Era inevitabile, solo questione di tempo. Mia mamma non lo sapeva, o meglio fingeva di non sapere quel che tutti sapevano. Quindi pensando che le occasioni per stare insieme avrei potuto rimpiangerle in un domani avevo deciso di partire con lei.
E San Lorenzo, su a mille metri, nel silenzio e nel buio, illuminati solo dalla luce eterna delle stelle è tutta un'altra emozione.
Ricordo la macchina fotografica puntata verso l'infinito sul cavalletto traballante e Aiko che sobbalzava ad ogni rumore che arrivava dall'erba...
In quel frangente, non certo come ora, di stelle ne avevo viste tantissime, e anche cinque o sei cadenti. Però di desideri ne avevo solo due. Uno è lì, indimenticabile, ma che non credo troverà mai spazio nel mondo della realtà. L'altro si è concretizzato il 30 giugno 2010.
A voi che ne avete la possibilità, non sprecate questa notte: guardate le stelle.

4 commenti:

  1. Lagrimassssssssssssssssssss....ç.ç

    vado a vedere le stelle stasera!! Esprimerò un desiderio anche per te...anche se devi sapere che il tuo si è avverato...;-)

    baci baci

    Very very

    RispondiElimina
  2. ”anche se devi sapere che il tuo si è avverato”

    Che vorrebbe dire?
    Sappi che se riguarda te sei a rischio divieto di commentare ulteriormente il mio blog...

    RispondiElimina
  3. Questo Brazzy-Beckham continua a fare stragi di cuori in Giappone ^__^
    Io le stelle quest'anno non le ho viste...

    RispondiElimina