MARTEDI
Mi fa sapere l'avvocato M. che ci sono documenti da firmare. Gli dico che sarei passato nel primo pomeriggio.
Solita sudata mostruosa e come Fantozzi in una celebre scena mi metto a firmare qui e là documenti in giapponese apponendo il timbro della ditta.
Approfitto dell'incontro con l'avvocato per vedere se ha la risposta all'ultima (solo in ordine cronologico) delle mie gatte da pelare: risolvere l'enigma della data delle scadenze delle tasse in Giappone. Se l'anno fiscale va da aprile a marzo, quando pago? Dopo due mesi, mi si dice.
Saluto e vado. Ora è il turno del telefono. La NTT East mi ha fatto sapere che devo chiamare la NTT. Provvediamo subito.
Chiamo il numero per il servizio in inglese, il che è divertentissimo perchè ti passano un'addetta che non sa granché di quello di cui si dovrebbe occupare, quindi diventa una conversazione a tre in cui lei non fa che tradurre. Ma siccome io capisco cosa mi dice quella che parla in giapponese questa viene spesso saltata, creando un teatrino divertente che fa sempre ridere in Giappone. Come "mai dire banzai", quella comicità lì.
Anzi, secondo me si divertono così tanto al telefono che mi chiamano due volte al giorno. A volte anche per chiedermi come sto... No, scherzo , scherzo. Però è vero che in questa settimana mi hanno contattato mediamente un paio di volte al dì, una sera anche alle 9. E io ho chiesto all'addetta: ma come, ti fanno lavorare anche a quest'ora? E lei che se la rideva... Credo che dovrò istituire un telefono amico per centraliniste stressate.
Perchè la trattativa è andata così avanti? Non dovevo solo attivare la linea? Eh, sembra facile a parole. Ma prima volevano sapere se analogica o digitale. Siccome mi serve il doppio numero per il fax deve essere almeno ISDN. Ma se c'è la connessione internet hikari in ufficio allora si può far passare la comunicazione sulla fibra ottica. Ce l'ho? Chiedo quale sia il mio operatore alla Camera. La risposta non soddisfa. Contattano loro. Non va ancora bene, vogliono sapere se voglio passare ad una linea dedicata... Insomma, abbiam fatto passare un'infinità di ventaglio di opzioni per poi tornare al progetto iniziale. Giorni di trattative. In cui però le ragazze del call center si sono divertite, almeno loro. La gag del mi costi, ma quanto mi costi fa ridere anche in Giappone. Morale della favola lunedì mattina dovrebbero venire a collegarmi la linea. Difficoltà permettendo, dato che la Camera sarà chiusa.
Dicevo prima che ora dovevo scoprire quando pagare le tasse, quindi aspettavo una risposta dal commercialista S.; risposta che arriva ma cambia completamente la mia concezione del bene e del male nell'universo: fine febbraio. E che c'azzecca con l'anno fiscale nipponico?
Insomma, io per tutta settimana da lunedì a venerdì sono andato a dormire dopo mezzanotte per poter essere pronto a rispondere alle mail che giravo in Italia. Siccome là sarebbe stato l'ultima settimana di lavoro per i più dovevo riuscire a chiudere il prima possibile le situazioni ancora pendenti.
MERCOLEDI
Mercoledì è stata una giornata interlocutoria. S. che non rispondeva alle e-mail, e sapevo sarebbe andato in ferie da venerdì 6 perciò dovevo stringere i tempi.
In ufficio continuavo a ricaricare la pagina dell'e-mail ma niente da fare.
Nel frattempo però avevo almeno chiuso il discorso ufficio firmando finalmente il contratto, dopo aver messo d'accordo (forse) tutti e quindi aver assoggettato le mie necessità alle loro volontà. Ma il tempo stringe.
Alle 6 e mezza poi avevo lezione a Shibuya. Porto tutto il materiale che mi aveva richiesto l'insegnante ma non serve a nulla, aveva già deciso un'altra direzione da intraprendere. E io mi affido a lei, con il risultato di trovarmi due capitoli da studiare per la volta successiva. A tratti mi irrita quando mi tratta come uno studentello (con quel che mi costa!) ma non ho molta libertà di sindacare, giustamente mi adatto a quel che mi dice sperando possa servirmi.
Anche quella sera poi non riesco ad andare a dormire presto.
Alle 10 di sera, come concordato, risento dopo tanto tempo la voce del capo supremo che mi chiede come va. Ci diciamo un po' quel che già entrambi sapevamo, niente di più e niente di meno.
GIOVEDI
Altra giornata così. S. sembra non volermi dire quel che mi serve assolutamente sapere, mi risponde su tutt'altro, tipo su delle tasse personali che dovrei pagare entro il 10 agosto. E dall'indomani sarebbe andato in ferie. Provo già a pensare alle alternative, trovo i numeri di telefono dei consulenti delle tasse per gaijin e sono intenzionato a dirigermi all'ufficio tasse la mattina successiva, se fosse stato necessario.
Devo avere quelle date esatte, e se potesse farmi un calcolo esemplificativo non sarebbe per nulla male. Se non ho le conferme non posso metterle nel business plan, l'ultimo tassello che mi manca per chiedere a M. di avviare le procedure per il visto.
Oggi poi è l'ultimo giorno di apertura della Camera, poi saranno tutti in vacanza fino al 24. Ergo sarò da solo, se ho qualcosa da dire o lo dico ora o taccio per sempre... E fortunatamente chiudo il discorso telefono in tempo utile.
S. mi risponde verso le 5, quando ormai manca poco alle sue ferie. E ancora la risposta non è completa al 100%, mi mancano delle informazioni. Provo a scrivergli ma non so se mi risponderà per tempo.
La sera passa F. a prendermi con lo scooter e mi porta a casa sua, dove mi godo un pasto come si deve... Devo slacciare la cintura prima del secondo!

Dal ballatoio di casa sua si vede bene la nuova Tokyo Tower in costruzione, quella che sarà ultimata nel 2012.
Mentre sono là continuo a controllare le e-mail dal suo computer (brutto non avere il Blackberry...), ma nessuna risposta.
Cerco di tornare a casa presto, e una volta acceso il mio PC scopro che c'è una nuova mail che dalla pagina di Google non mi veniva segnalata come nuova: è quel sant'uomo del S., mi ha scritto prima di chiudere per ferie. E dovrebbe essere quel che mi serve. Mi metto subito a tradurre e invio in Italia prima che chiudano gli uffici. Vado a dormire all'una e mezza.
VENERDI
Si fa risentire l'avvocato M.; ha corretto il mio curriculum e mi comunica che la settimana prossima è fuori ufficio (vacanza...). Cioè, non è che ha corretto il curriculum, l'ha scarnificato... Me l'ha restituito completamente cancellato di ogni modo di espressione, parola o verbo che non fosse funzionale all'informazione stessa. Quindi è diventato solo una sorta di elenco con le date. Effettivamente è così che i Giapponesi scrivono i curriculum, poteva dirlo prima... Beh allora tanto vale che mi metta a reimpaginarlo del tutto, così lo consegno insieme al business plan. Che però non arriva, e siamo all'ultimo giorno utile.
La mattina vado in banca. Devo fare tre cose: versare gli affitti più la caparra per l'ufficio, ritirare il mio stipendio (non avevo ancora avuto occasione e ora ero veramente a secco) e pagare la tassa che mi aveva detto S.
Niente da fare, la mia richiesta li mette in difficoltà. Ma sono preparato: non sapendo nemmeno io cosa pagare avevo stampato la mail in cui mi si diceva di farlo. Le impiegate a gruppi si consultano, ogni tanto arriva qualcun'altra ehi fate vedere anche a me. Voglio PAGARE LE TASSE, non so se mi spiego. Voglio fare qualcosa per la vostra nazione che non mi vuole. Non mi ostacolate...
Ancora nulla, buco nell'acqua. Solo dopo un po' una si accorge che S. aveva scritto (non ci avevo fatto caso) che mi avrebbe spedito un modulo. Modulo che io non ho visto e devo pagare entro il 10... Mah.
Situazione che si è risolta con la solita, provvidenziale, angelica impiegata che sa parlare inglese e che le altre chiamano in mio soccorso ogni volta che si crea l'impasse.
Comunque, io avrò anche fatto la figura che non avevo letto quella frase, ma loro non sono da meno. Le successive due operazioni mi hanno cacciato a farle all'esterno, alle macchinette automatiche, perchè non andava bene qualcosa dei loro sistemi (dicono). Ma il bonifico non si può fare tra le opzioni in inglese, solo in giapponese. E io non mi fido a trasferire cifre simili senza essere sicuro di quel che faccio, quindi faccio presente la cosa all'addetta; la quale si offre di aiutarmi, ma ne sa meno di me e non riusciamo a capire come mai il tutto non va a buon fine. Cioè, io lo so perchè mi è già capitato, ma sono in presenza di chi ne dovrebbe saper più di me... Arriva quindi la guardia, esperta in macchinette automatiche, e fa vedere all'addetta qual è il momento in cui io dopo la cash card devo inserire il libretto. E la transazione fila liscia.
Ho anche ritirato lo stipendio. E siccome non ho un conto mio bancario ho fatto come si dice sempre di fare: li ho messi sotto il materasso. Quello degli ospiti, nell'armadio. Davvero.
Torno in ufficio e cerco di vedere se mi è arrivata la lettere di S. ma non vedo nulla, la cassetta è chiusa e io non so la combinazione. E tutti sono in ferie. Provo a contattarli ma niente. Come faccio?
Fortuna volle che la mia manina minuta e ossuta ci passi appena appena; soffro atroci dolori ma riesco ad estrarre la posta. Niente per me. Ottimo, speriamo in lunedì o la prima tassa che pagherò sarà in ritardo.
Il business plan non arriva. Chiudo tutto e me ne vado nella bruschetteria di K. dove avevo dato appuntamento a sei vecchi amici della guesthouse dove avevo vissuto nel 2007-2008. La serata è piacevole ma ho la testa rivolta a tornare a casa a controllare le e-mail.
Ma non c'è nulla nell'inbox al mio arrivo.Aspetto fino a quasi le 6 italiane (l'una qui) e poi scrivo per sapere se devo fare qualcosa io le prossime settimane; ottengo risposta venti minuti dopo, a quanto pare se ne riparlerà lunedì: non tutti saranno evidentemente in ferie.
Si chiude così la settimana lavorativa.
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